Vorrei che fosse tutto già finito

Non ci posso credere…o meglio ormai sono sempre più convinta che l’università italiana ci trovi qualche sorta di piacere a rendere la vita impossibile a noi studenti.
In questo periodo sto preparando tre esami, la tesi e sto pure lavorando; così l’organizzazione è assolutamente di rigore, per evitare di prendere qualche svarione. Ecco perchè la sessione di aprile, per i laureandi era per me indispensabile; infatti, avrei un paio di relazioni che non riesco a consegnare ora e avevo fatto il conto di verbalizzare tutto ad aprile. Tuttavia ecco l’inghippo dell’ultima ora che non può mancare mai: pare che da quest’anno la sessione di aprile sia a discrezione dei professori, che possono decidere in autonomia che cosa fare, se farti dare gli esami o meno. Quindi per evitare brutte sorprese le due famigerate relazioni ce le dovrò infilare ora, e devo rinunciare ad andare alla discussione di E, che coincide col giorno in cui la merda riceve….
Sono veramente stanca di queste cose…

Io confesso

Avrei tante cose da fare…ieri mi  arrivato il testo della prima traduzione della mia esistenza che verrà pubblicata a mio nome; ci sono gli esami che incombono e la tesi. Dovrei inoltre scrivere qualcosina per il blog di Iodanzo, ed avrei anche già scaricato il materiale. Tuttavia, oggi mi sento veramente stanca; è stata una settimana molto intensa ed impegnativa…in fondo se mi prendo un mezzo pomeriggio di pausa non casca il mondo…
Mmm…un pomeriggio telefilm? Perchè no…penso che mi darò a Will&Grace 😛 Mi sento terribilmente in colpa, ma passerà 🙂

La Giornata della Memoria: vedere per credere

Ad Auschwitz ci sono stata solo una volta e non me lo dimenticherò mai più. Era un giorno di febbraio, un freddo inverno polacco e qualche fiocco di neve che cadeva lento e silenzioso. La prima tappa è stato il cosidetto Auschwitz Uno, oggi diventato un museo per testimoniare ciò che la lucida e meschina follia nazista aveva ideato per portare a compimento la soluzione finale. Nella mia mente scorrono immagini terribili: le scarpe, le valigie, gli effetti personali, i capelli, le lattine di gas vuote, i corridoi del Blocco della Morte stipati di foto segnaletiche di tutti coloro che non sono più usciti da quelle stanze. E questo è niente, è solo un piccolo antipasto del vero orrore, del punto più basso mai toccato dal genere umano. Solo dopo aver respirato l’aria stantia  della camera a gas, riuscendo quasi a sentire le urla, la paura e quella terribile consapevolezza che ti assale un momento prima di morire, allora comprendi davvero la grandezza di questa tragedia.
E poi arriva Birkenau, il campo vero e proprio, Auschwitz Due, quella macchina di morte che in meno di due anni ha cancellato la vita di milioni di persone: le latrine, i blocchi, le macerie dei forni e della camera a gas,quel freddo pungente che ti penetra fin dentro alle ossa, nonostante si sia ben coperti. Ti trovi a chiederti dove, coloro che sono sopravvissuti, abbiano trovato la forza; se tu, nel tuo bel piumino caldo, hai freddo, come hanno fatto loro, vestiti di niente, trattati come bestie, annullati come essere umani, ad uscire da quell’inferno?
Solo alla fine però capisci davvero; quando sei sola su quel binario, con il rumore dei tuoi passi, lenti, cadenzati e incerti, e per un istante ti volti a guardare il cancello di ingresso, ti rendi conto che tu da quel posto uscirai sulle tue gambe, ritornerai alla tua vita e non dovrai vedere o vivere qualcosa che ti torturerà per anni. Capisci quando sei fortunata perchè se il destino non ti avesse fatto nascere in un’altra epoca, appartenente ad un’altra religione, tu saresti potuta essere li, privata della tua esistenza, marchiata come un animale e condannata a morte. Sopo dopo aver visto Auschwitz permetti al dolore di penetrare in profondità, senti nascere in te una partecipazione nuova ed inaspettata, ti immedesimi con le lacrime e la disperazione di chi è stato ingiustamente strappato alla vita.
Un giorno, per non dimenticare i molti che sono morti a causa della follia di pochi.

Perchè io danzo, e tu?

Carissimi amici/che blogger
finalmente è arrivato il momento! E’ nato il blog di Iodanzo! Da oggi saremo online con molti articoli interessanti su danza, spettacoli, musical, film musicali e tanto tanto altro ancora 🙂
Vi aspetto numerosi a questo indirizzo!
Perchè io danzo, e tu?

Ps: se ci volete fare un pò di pubblicità sul vostro blog personale, la accettiamo più che volentieri 🙂

Mi avete ufficialmente rotto le balle!

Sarà che in questo periodo vige la regola un pò egoistica del prima me e poi gli altri, perchè voglio essere il più concentrata possibile sulle mie cose. Però onestamente alcune cose mi hanno davvero scartavetrato i maroni; ma lo dico onestamente: BASTA!
Riassunto delle puntate precedenti: i Brangelina invitano i ragazzi a casa loro. I ragazzi ci vanno ma non me lo dicono perchè non sanno bene come gestire la situazione. Io lo scopro perchè la lei dei Brangelina lo sbandiera su Facebook a destra e manca; mi chiarisco con gli altri, spiegandogli che non è il caso di mentirmi, che basta essere adulti e si possono mantenere i rapporti con entrambi. Il mio discorso viene perfettamente capito ed ho la prova della buona fede dei miei amici, ovvero lo scorso weekend fanno di nuovo a Milano perchè dai Brangelina c’è una nostra cara amica. Io ritorno bella e serena, pensando che d’ora in poi le cose siano perfettamente gestibili: in occasioni ufficiali come Natale, Capodanno, Pasquetta, Ferragosto e compleanni vari li dovrò sopportare per amor di patria, ma per il resto si può evitare. Fine? Tutti felici e contenti? E quando mai!
Ieri sera sento E2 (che è amicona con la lei dei Brangelina, ma anche amica mia visto che ci conosciamo da 10 anni e passa). Come va, come non va e ad un certo punto lei se ne esce dicendomi che stanno organizzando coi Brangelina perchè i due vadano a trovarli ad Aosta, dove lei vive col ragazzo. Io non faccio una piega ecc, ma le dico che spero che verrà giù anche lei una volta per stare insieme. Lei mi risponde che cmq stanno pensando di venire su anche gli altri, e che cmq trovarsi a Milano è più semplice per tutti. Io le rispondo che a Milano non sono e non sarò mai invitata e che quindi, se ci si vuole vedere, bisogna organizzarsi diversamente. Lei mi risponde che va bene che a casa dei Brange non sarò mai invitata, ma che se si organizza in un luogo pubblico non vede perchè non devo venire. Io le rispondo dicendole che mi sembra un pò assurdo venire a Milano, luogo pubblico o meno, visto che cmq loro vanno su per stare insieme ai Brange ed io non ci azzecco molto. Lei risponde tutta scocciata, come se ci dovessimo vedere per forza tutti insieme.
Io non so davvero più come gestire la cosa e come comportarmi; quando ci sono faccio finta di niente e però mi sento dire che cmq c’è sempre del gelo vagante. Se non vado ci si lamenta perchè non sono andata. Veramente io non so davvero più che fare! Poi per carità, gli altri non sapranno più davvero che fare e sono sicura che non c’è in ballo la nostra di amicizia. Però veramente, ora BASTA!