Altro giro, altra corsa!

Lo staff di Iodanzo (di cui faccio orgogliosamente parte) presenzierà quattro giorni al Dancing Time di Fiuggi, come redazione ufficiale dell’evento! Saranno quattro giorni intensi, ricchi di emozioni, risate e ovviamente arte.

Vi racconteremo tutti i segreti della manifestazione attraverso il nostro portale, che potete trovare qui!

A presto e che la danza sia con voi!

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Illuminazioni del sabato mattina

Sono sempre più convinta che andare per la mia strada, sia la cosa migliore da fare per me stessa. Ieri sera mi sono vista con due amiche “storiche”, dei tempi del liceo, persone con cui ho camminato e continuo a camminare sulla strada della vita. Con loro ho vuotato il sacco, di mesi e mesi di sopportazioni varie, e non solo mi sono sentita liberata di un peso enorme, ma una delle due mi guarda e molto tranquillamente mi dice: “Tesoro, me lo aspettavo che prima o poi sarebbe successo. Tu non centri niente con queste persone e loro non capiscono determinate cose. Lascia perdere e vivi la tua vita, che te lo meriti”.

Oltretutto sono venute fuori altre cose molto interessanti: il famoso venerdì in cui non sono uscita perchè c’erano i Brange ho scoperto che sono stata un argomento di discussione molto interessante. La scena si è svolta coi miei amici che si lamentavano coi Brange perchè non mi dovrei isolare così e bla bla bla e i Brange che, candidi e magnanimi, sentenziano che per loro non c’è nessun problema se esco anche io, anzi che posso uscire quando ci sono loro…

Direi che un no comment è d’obbligo 🙂

No panic!

Prima di tutto mi sembra doveroso ringraziarvi di cuore; i vostri commenti mi hanno davvero sollevato molto e soprattutto capire che la mia situazione è (purtroppo) abbastanza comune, mi ha decisamente aiutato a vedere le cose sotto un altro punto di vista.

In questi giorni ho riflettuto molto su che cosa fare in merito alla questione del post precedente. Alla fine ho preso una decisione, ovvero quella di andare per la mia strada; non dico che con la mia “vecchia” compagnia chiuderò totalmente i battenti, ma deciderò di volta in volta il da farsi, senza pensare troppo alle loro reazioni. Forse è un po’ da egoisti, ma d’altronde non mi sembra che sia arrivata tutta questa gran comprensione da parte di queste persone che io ritenevo assolutamente fondamentali.

Detto questo e quindi prendendo atto di che cosa ho deciso di fare, sono spaventata a morte! E penso di aver capito il perchè: ho paura di rimanere sola. Già proprio così, e penso che sia dovuto al fatto che non vivo in una grande metropoli, in cui è sicuramente più facile cambiare giro di amicizie e conoscere gente nuova. Inoltre le nuove persone che ho iniziato a frequentare mi piacciono molto, ma non possono ancora definirsi amici. E’ la situazione che ci si trova sempre ad affrontare quando si chiudono dei rapporti importanti, o comunque quando vengono ristabiliti degli equilibri in maniera così netta e diversa.

L’istinto mi dice che è la cosa giusta da fare, e poi però la testa mi fa pensare a tutte queste cose e mi prende una leggera sensazione di panico…

Poi però mi dico anche: pensa un attimo a tutto quello che è successo in quest’anno, a come la tua vita alla fine sia migliorata, a quante persone nuove sono entrate nella tua vita. E in tutto ciò hai appena messo fuori i piedi dal “recinto” in cui ti avevano messa. Quindi chissà quanto potrai fare adesso!

Sarà vero, o me lo dico solo per rincuorarmi?

Amarezza canaglia

Oggi non ho il minimo dubbio su come definire il mio stato d’animo: profondamente amareggiata. Cercherà di fare un riassunto delle puntate precedenti senza essere troppo noiosa.

Da quando ho iniziato a lavorare con i ragazzi di Iodanzo, da quando mi sono fatta dei nuovi amici e da quando ho poi iniziato a lavorare in studio, i miei “vecchi” amici hanno iniziato ad avere un atteggiamento decisamente ostile nei miei confronti. E’ vero che non uscivo più con loro tutti i weekend o tutte le “festività” più o meno comandate, ma per me non era cambiato nulla; il bene che voglio a queste persone è rimasto immutato. Invece da parte loro ho percepito un netto cambiamento, senza aver ben compreso i motivi.

Ieri è successa una cosa che mi ha fatto ancora più capire che a queste persone di me non interessa più di tanto. I ragazzi avevano organizzato un’uscita per venerdì sera, perchè poi una delle ragazze del gruppo parte per le vacanze (piccola postilla: io per loro ero Onassis perchè sono andata una settimana in vacanza e poi viene fuori che partono tutti, ma questa è un’altra storia). Io ho accettato perchè comunque a me, nonostante le frecciatine e le battutine poco simpatiche, mi fa piacere uscire ogni tanto con loro, per cercare di fargli capire che si può continuare ad essere amici anche se non ci si vede ogni santo weekend.

Invece cosa è successo? Ho scoperto che venerdì ci saranno anche i Brangelina e quindi non andrò, perchè onestamente sono stufa di accettare le decisioni altrui senza prendere in considerazione quello che sento io. Insomma in sostanza io non vado, e in generale la cosa è stata presa con totale indifferenza ed una delle ragazze mi ha detto che ci teneva a vedermi perchè poi parte ecc ecc, che è una vita che non ci vediamo, che per i Brangelina non è un problema se ci sono anche io, e che non mi posso isolare così come sto facendo.

Io le ho risposto che invece per me è un problema e che quindi non vado; che non è una questione di isolarsi perchè qualche volta che c’erano anche loro sono andata, ma la cosa non mi fa proprio piacere visto che quando ci sono i Brange i ragazzi non mi rivolgono la parola, perchè bisogna far vedere ai Brange che anche loro mi considerano una persona di merda. Quindi, se ci si tiene veramente a vedersi, si può anche organizzare di vedersi separatamente, perchè da ora in avanti metto davanti a tutto quello che fa star bene me e basta. Lei mi ha risposto parecchio scocciata di fare come preferisco.

Ci sono rimasta parecchio male: prima di tutto penso che se ci si teneva veramente a uscire con me, si poteva anche organizzare l’uscita senza i Brange, perchè comunque con loro si sono visti sabato scorso e ieri tutta la giornata per il Ferragosto. Inoltre io non in tutto questo discorso dove rientro? Nel senso, per i Brange non c’è problema, per gli altri neanche, ma qualcuno che pensa a come mi posso sentire io dove sarebbe?

Che amarezza…

Ferragosto? No, grazie!

Ci sono una serie di festività che considero assolutamente sacre nella mia esistenza, che aspetto con ansia e tanta gioia. Natale e il giorno del mio compleanno sono i due momenti dell’anno che preferisco e mi piace organizzare qualcosa di speciale per queste due feste (fra parentesi quest’anno non è che muoio dalla voglia di festeggiare il compleanno, ma questa è un’altra storia).

Poi ci sono quelle ricorrenze che non mi stanno particolarmente a cuore, ma sono abbastanza piacevoli perchè comunque sono vacanze e momenti da condividere con le persone care. In questo gruppo ci metterei Pasqua, Pasquetta, l’8 dicembre.

Il 25 aprile e il 1 maggio sono giorni che mi fanno sentire orgogliosa: di essere italiana e una lavoratrice. Mentre la festa della mamma e del papà sono belle a prescindere, ma perchè sono legate al bene che si vuole ai propri genitori.

Infine ci sono festività di cui non me ne frega assolutamente niente: per esempio la festa della donna (il fatto di essere un’appartenente al genere femminile lo festeggio ogni singolo giorno :P), e San Valentino (che non ho mai festeggiato perchè puntualmente single per quell’occasione, ma penso che neanche in coppia gli darei questa grande importanza). Tuttavia al primo posto del podio della mia personale classifica “Non me ne frega una cippa”, c’è lui, Ferragosto, nell’accezione pagana della festa. Invece che spremere le meningi per trovare qualcosa di interessante da fare, non si potrebbe mettere per iscritto che a Ferragosto non è obbligatorio “festeggiare”? Quest’anno ho voglia di passare la giornata di domani dormendo ed effettivamente è quello che avrei in programma, ovvero una dormita epica su un lettino a bordo piscina. Sempre sperando che il tempo sia clemente con questa povera dissidente ferragostiana!

Una mela al giorno toglie i problemi di torno

Dopo tanta titubanza, dopo aver letto articoli su articoli, dopo innumerevoli sondaggi tra amici e parenti per capire quale fosse la scelta migliore da fare, esattamente un mese fa ho fatto finalmente il grande passo.

Quel gesto che ti cambia la vita, quella decisione che prendi con un pizzico di paura, quella scelta che sai che ti attirerà addosso molte critiche. Ebbene si, anche io sono passata dall’altro lato della Forza, ed ho scelto: la Mela mi ha letteralmente conquistato!

Scusate la partenza cretina di questo post, ma in piena nostalgia olimpica mi sono lasciata andare ad una serie di cretinaggini da manuale :p Tuttavia, è proprio vero che la Mela è un altro mondo; finora il mio bilancio è estremamente positivo e il frutto proibito della tecnologia ha decisamente allungato la sua lista di clienti! Ovviamente c’è stato qualcuno (e non sto manco a dirvi chi, perchè i lettori abituali di questo blog intuiranno facilmente a chi mi sto riferendo) che ha criticato la mia scelta, sottolineando il fatto che ora che guadagno “bene” posso permettermi cose da “gente ricca”.

Io faccio spallucce e vado avanti.