Il mio nome è Nessuno

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La storia raccontata nel nuovo romanzo di Valerio Massimo Manfredi (autore che mi piace moltissimo, ma che ogni volta che ne pronuncio il nome mi rimanda inevitabilmente a Massimo Decimo Meridio) è ben nota a tutti. L’autore si concentra sulle vicende di Odysseo, il noto eroe greco: il futuro re di Itaca vive un’infanzia e una giovinezza felice e serena, circondato dall’amore del padre Laerte, della madre, della nutrice, del controverso nonno e del saggio Mentore. Dopo aver evitato con scaltrezza uno scontro tra tutti i principi greci per conquistare il cuore di Elena di Sparta, la donna più bella del mondo, il padre decide di cedergli il trono della piccola isola; Odysseo si rivela un re saggio e giusto e il nuovo corso della sua vita sembra aver preso una piega estremamente positiva. Infatti, non solo Ulisse sale al trono, ma conosce l’amore grazie alla bella Penelope, cugina di Elena, che gli dona un figlio, l’amato Telemaco. Il destino però è in agguato: il principe Paride porta via Elena da Sparta verso la propria patria, Ilio, scatenando l’ira di Menelao, marito di Elena, che fa leva su un giuramento stipulato tra tutti i principi greci proprio grazie all’intervento di Odysseo. Inizia così una delle guerre più famose dell’antichità, che finirà soltanto grazie all’astuzia del cavallo di legno, suggerita proprio da Odysseo.

Era da parecchio tempo che non leggevo un libro con così tanto gusto! La storia ovviamente è ben nota, ma Manfredi riesce a coinvolgere il lettore senza risultare pedante. Sembra di vivere nell’accampamento greco e di percepire le ansie, le paure, i dubbi e le accese discussioni di Achille, Agamennone, Aiace e di tutti gli altri eroi protagonisti del più celebre poema dell’epoca classica.

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Piccole speranze crescono

Entrata nel devastante vortice del post laurea e della consapevolezza che non sarà così semplice trovare qualcosa di pagato decentemente, ho iniziato ad inviare curricula con metodica velocità. Lista di contatti alla mano, dieci mail alla volta pronte, e mail sparate nel cyberspazio in men che non si dica.

Inutile dire che molti non hanno risposto, tanti altri mi hanno detto che per ora non hanno bisogno di nuovi collaboratori ma che archivieranno il mio Cv per esigenze future. Ho però raccimolato tre prove di traduzione da svolgere, e una di queste mi ha dato parecchia speranza. Svolgo e invio il tutto (dall’italiano all’inglese) e il titolare (un inglese) mi risponde “ah però, niente male per non essere la sua lingua madre” e che avevo passato la prova e quindi che spera di aver presto del materiale da inviare (ovviamente dall’inglese all’italiano; questo era solo un test per capire il mio livello di inglese).

Conoscendo la proverbiale incapacità degli inglesi di elargire complimenti con facilità, ho preso e portato a casa il risultato, segnando ieri come una buona giornata e sperando che anche i giorni futuri possano essere altrettanto buoni.

Reset mode

In questi giorni, oltre ad un sano e giusto riposo, ho iniziato a fare una vera e propria “pulizia”, sia mentale che fisica. Per la prima il processo è stato decisamente agevole; sono pronta per nuove e mirabolanti avventure, e all’orizzonte mi piacerebbe riuscire ad entrare ad un master nella Big City. E voi direte, ma non sei stufa di studiare? Un pochino si, però non bisogna sottovalutare il fatto che questo master ha uno stage molto interessante alla fine e, tutte le mie amiche che l’hanno fatto, hanno poi trovato lavoro proprio grazie a questo. Inoltre non dura anni e anni come l’università, quindi se si parla di stringere i denti ancora per un breve periodo, perché no? Sto anche accarezzando l’idea di andare qualche settimana in Germania, proprio in preparazione a questo master… Si vedrà!

Per quanto riguarda la pulizia fisica, ieri alla fine dell’operazione, ero letteralmente trasformata in un acaro gigante. Il risultato però mi ha soddisfatto in pieno. Tre sacchi della spazzatura e un bel po’ di libri da mettere in cantina. In sostanza tantissimo spazio sulla libreria e sulla scrivania, e finalmente lo scaffale adibito ai libri della tesi, è ufficialmente diventato quello per i libri “da leggere”.

Una soddisfazione immensa!!!

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Il ritratto della felicità

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Ci sono momenti che, proprio mentre li stai vivendo, sai che entreranno a far parte di quelli che cataloghi come “i più belli della tua vita”. Penso di essere una persona veramente fortunata, perché sabato scorso ho avuto la festa di laurea più bella che potessi desiderare. Mentre la organizzavo, speravo non solo di godermela e di divertirmi, ma anche che gli altri invitati potessero godere della felicità e della soddisfazione che provo in questo momento. E devo dire che non solo penso di aver raggiunto questo obiettivo, ma non mi sono mai sentita così amata e apprezzata come sabato scorso.

Grazie amici miei, di rendere la mia vita un viaggio così bello, unico e insostituibile!