Vergogna, immensa vergogna

Mai come adesso ho provato un desiderio così intenso di urlare: urlare a squarciagola, urlare di rabbia, urlare di dolore.

Sono così indignata di vivere in un paese in cui la parola Giustizia è così ampiamente abusata, ma raramente applicata nel concreto. Sono così delusa da uno Stato che ancora una volta ha tradito i suoi cittadini migliori, gli onesti, quelli che sono morti di lavoro. Come si può definire civile uno Stato che permette che i propri cittadini muoiano di lavoro? Come possono dormire coloro che hanno provocato così tanta sofferenza, così dolore, così tanti morti.

Si, perché è a loro che penso nonostante la mia rabbia: ai morti di amianto, a quelli che sono già morti. Ai miei morti. Ma anche a quelli che verranno: perché ce ne saranno ancora, troppi.

Se chi è stato prosciolto perché il reato è prescritto si sente davvero così innocente, perché non viene a guardarci in faccia e a dirci perché si sente così pulito. Provi a dirlo ad un malato di mesotelioma che si sente innocente: rimarrebbe profondamente colpito che dall’immenso senso di vergogna che comparirebbe in lui insieme ad un unico ed urgente desiderio: scomparire

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Ghostbusters, again!

Ci sono film che vanno visti perché si capisce che diventeranno un tormentone; ci sono film che vanno rivisti perché non si è potuto andare a vederli al cinema all’epoca, causa età precoce, e che sul grande schermo fanno sempre la loro porca figura.

Ghostbusters è uno di quei film: probabilmente non un capolavoro assoluto del grande schermo, ma sicuramente un film che segnato l’immaginario collettivo per molto tempo. Prova ne è che la piccola sala della Big City in cui ho rivisto all’azione un Bill Murray incredibilmente giovane ed ammiccante, era piena zeppa di trentenni che, come me, voleva vivere il brivido di vedere gli Acchiappafantasmi in azione, comodamente seduti su una soffice poltrona.

Un ottimo aperitivo post lavoro!

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Lenny Forever

Di Lenny Kravitz si possono dire tante cose, ma sicuramente, almeno ad una donna, la prima cosa che verrà in mente è che quest’uomo è un figo di dimensione atomiche. Bello, affascinante, accattivante, sexy, quello in grado di farti sentire speciale e bellissima. Subito dopo però, emerge un’altra caratteristica: Lenny non è solo bello, è uno dei migliori cantanti e musicisti sulla piazza, dalla voce calda e piena, dalla chitarra potente e coinvolgente. Uno che dal vivo rende dieci volte di più rispetto al video, capace di suonare due ore e mezza ininterrotte, nonostante i 9 giorni di influenza precedenti.

Non ero pronta a vedere uno spettacolo così bello e di alto livello, e soprattutto non ero pronta a vedere una rockstar che a prima vista pare aver fatto del suo narcisismo e del suo essere una prima donna nata il suo marchio di fabbrica, così generosa e affiatata con gli incredibili musicisti che lo accompagnano durante i concerti. Tra tutti ovviamente quella che spicca è la stupenda, batterista di classe e instancabile.

Scaletta immediatamente scaricata per rivivere le emozioni di questa serata pazzesca.

Torna presto, Lenny!

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