Attimi fuggenti

Ormai solo dopo un pasto riesco a scrivere due righe decenti! Ultimamente mi sembra di essere in un tale frullatore che non so più bene neanche come mi chiamo! Mi spiace sempre di dover ridurre i miei post a dei miseri elenchi di cose che mi sono successe, ma purtroppo sono dentro ad un periodo talmente delirante che è l’unico modo per continuare a comunicare 🙂

Procediamo con ordine: sabato scorso, la famosa festa di compleanno è andata veramente bene! Non avevo organizzato niente di particolare, sempre per mancanza di tempo e di idee buone. E da una semplice serata, ne è uscito fuori un compleanno veramente stupendo. Ho sentito un calore ed un affetto sincero nei miei confronti, come non sentivo da molto tempo; questa serata mi ha aiutato a mettere a posto molte cose dentro di me e attorno a me.

L’università invece sta diventando un incubo: mancano due maledetti esami, ma le prof sembrano divertirsi a mettermi i bastoni tra le ruote. Una finora non è stata sgarbata o altro, anzi si è dimostrata molto disponibile in tutto; però mi mette ansia lei, perchè è estremamente pignola e so che non andrò all’esame particolarmente preparata. La seconda è veramente una merda: mi ha rimandato l’esame non so quante volte, non mi ha aiutato mai in niente, e questa sera mi ha deliziato con una mail, in cui sostiene che la mia relazione non è particolarmente soddisfacente perchè l’analisi linguistica non è completa e bla bla bla. Ora io non voglio sindacare sul fatto che la relazione sia buona o meno: ma sapendo che lavoro e che voglio solamente levarmi l’università dai piedi, chiedo troppo nello sperare di avere un po’ di comprensione e di essere lasciata andare senza troppe menate?

Sul lavoro le cose continuano ad andare bene: c’è sempre molto da fare e adesso sono riuscita a coinvolgere anche un paio dei ragazzi con cui già lavoro in un altro progetto, che spero possa portare dei grandi frutti a tutti!

E per tirarmi un po’ su di morale, prima di rimettermi sulle sudate carte, guardo i sorrisi delle mie amiche e spero che mi portino un pò di fortuna 🙂

 

I’m a survivor

Eccoci finalmente a quello che considero il capitolo finale della saga dei Brangelina dei poveri. Prima di procedere col racconto del party, vi faccio notare che il post è corredato con le foto dei regali ricevuti, come gentilmente richiesto da Pupottina!
Ieri sera è stata una festa davvero splendida, e i due non sono stati per niente un problema. Quando sono arrivati, hanno avuto il loro quarto d’ora di celebrità, dovuto al fatto che era da maggio che non si vedevano da queste parti. La cosa però già arrivati in pizzeria si è notevolmente ridimensionata. Infatti lui non ha quasi detto beh per tutta la sera, lei ha passato la serata a parlare con la sua amica del cuore; nei rari momenti in cui interagivano pubblicamente, era per dire esimie stronzate (esempio: G. a Lei: “ma ci sono gli asparagi nella tua pizza?” Lei: “Si si, domani mi puzzerà la pipì!”) che però non hanno minimamente inciso sulla buona riuscita del party. Il tutto si risolveva con loro che ad un certo punto non sapevano più bene che dire, neanche con le persone con cui erano più affiatate e si mettevano a fare la coppietta. Ormai non rappresentano più un problema e ieri sera l’ho capito e toccato con mano. Ora che ci penso nessuno gli ha chiesto della loro meravigliosa vita a due 😛

Se devo essere onesta, c’è stato qualche episodio poco carino, ma io ho fatto finta di niente sia perchè mi ritengo superiore, sia perchè volevo solo godermi la serata e basta! Per esempio quando sono arrivati lei mi ha salutato a stento e non mi ha quasi neanche fatto gli auguri, mentre lui mi ha salutato e mi fa “ah cmq auguri!” Io l’ho guardato come per dire ne faccio anche a meno e via. Poi mentre aprivamo i regali, quando è toccato a me sono state delle statue di sale, mentre quando è toccato a D. e C. erano partecipi in modo plateale. Alla fine gli altri non sono stupidi, e credo che non ci abbiano fatto una gran figura.
Oltretutto mi sono proprio resa conto che cmq gli altri non cambiano atteggiamento perchè ci sono loro, anzi, alla fine della fiera sono loro che in un certo qual senso sono “obbligati” ad interagire con me, in quanto parte integrante del gruppo! Figuratevi che durante la cena si faceva i cretini “ah tu sei il più vecchio ecc” e C. fa “eh ma è L. (che è LUI) il più vecchio”. D. la guarda e le fa “L. non c’è più non devi considerarlo”.Credo che questo dica moltissimo sul come i miei amici vivono la situazione. Ieri sera credo di poter dire di aver vinto: ho avuto la prova concreta che le mie amicizie sono solide, vere e profonde e che il fatto che due persone che si vedono una tantum non mi parlino insieme o non abbiano un atteggiamento civile nei miei confronti, non può assolutamente intaccare questa cosa bellissima che mi è capitata!
Per chiudere in bellezza, questa mattina D. mi ha scritto questo stupendo messaggio che credo dia un pò il senso di che cosa è la mia compagnia e di come è la nostra amicizia: “Gioia, è stata decisamente una bellissima festa. La tua amicizia è fondamentale per me e sono felice che i ranghi tra i fedelissimi siano sempre più serrati! Ti voglio bene! Un bacione”

Ps: ero abbastanza figa e splendente?

E infine arriva il quarto di secolo…

25 anni vissuti intensamente.
Pieni di gioie, dolori, sorprese, grandi emozioni.
25 anni in cui ho viaggiato moltissimo: Dublino, Cork, Galway, Londra, Edinburgo, Parigi, i castelli della Loira, Digione, la Normandia, la Bretagna, Madrid, Barcellona, l’Andalusia, Gibilterra, Vienna, Roma, Aosta, Milano, Torino, Trento, Bolzano, Trieste, Venezia, Firenze, Napoli, Lubiana, Graz, Budapest, Berlino, Monaco di Baviera, Ratisbona, Cracovia, le cinque Terre, l’isola d’Elba, la Liguria in lungo e in largo.
25 anni di studio intensi: una laurea triennale, una specialistica in dirittura d’arrivo e tanti progetti per il futuro.
25 anni che sogno New York e tante altre mete che non elenco perchè altrimenti questo post diventerebbe lunghissimo.
25 anni pieni di incontri, di amici straordinari, di persone che spesso se ne sono andate per non tornare più ma che hanno comunque lasciato un segno.
25 anni di passioni: i libri, i viaggi, il basket, il nuoto, la pasta, la pizza, il tiramisù della mamma, la pasta al forno della nonna, le serie crime, gli amici e le chiacchiere fino a tardi, Natale, gli smalti, gli stivali, l’estate, le lingue straniere, le persone sincere, il mare.
25 anni e tre città: Casale Monferrato, Genova e Pisa. Inutile dire quale sia la migliore tra queste tre; al cuor non si comanda!

Per il futuro mi auguro solo una cosa: di continuare ad avere la voglia di vivere intensamente, di lottare, di sperare sempre per il meglio, di viaggiare, di scoprire, di rischiare. Ad altri 25 anni che spero possano essere altrettanto stupendi come quelli appena trascorsi!

I camerieri a volte si rivelano pericolosi

Ieri è andato tutto come previsto; la mamma non ha sospettato niente fino alla fine. La mossa più azzeccata è stata quella di non farle cambiare nessuna delle sue abitudini domenicali: giretto nel pomeriggio e poi ritrovo a casa di amici. E poi la sera, invece della solita pizza, ci siamo tutti agghindati per andare a mangiare fuori.
La sua faccia è stata impagabile, quando ha aperto la porta ed ha visto tutti i suoi amici li per festeggiare i suoi splendidi 50 anni. Si lo so che in teoria l’età di una signora non si dovrebbe dire, ma quando li si porta come lei è un complimento. Tanti bei regali ma sopratutto tanta soddisfazione e felicità.
Piccola nota interessante: ieri ho notato che io, mia mamma e mia nonna, siamo in perfetto ordine numerico (25, 50, 75).
Piccola nota negativa: dopo tutta la fatica di tenere il meeting segreto, arriviamo al ristorante e il cameriere, un pò rinco, ci domanda beatamente “Ah siete qui per la festa? Prego da questa parte!” DOH!