Uno stile impeccabile, a volte, non basta 

Una recensione seria partirebbe probabilmente in maniera diversa; prima viene il riassunto della trama, poi l’opinione di chi scrive. Al contrario, voglio mettere subito in chiaro una cosa: Youth è senza ombra di dubbio, un bel film. Potente, evocativo, meditativo, ricco, in cui la fervida immaginazione di quello che è attualmente il regista italiano più famoso all’estero trova piena realizzazione. 

Una recensione normale finirebbe così; invece, ho una serie di obiezioni che si possono facilmente riassumere in quest’affermazione: un superbo esercizio stilistico, ma nulla di più.
  

Ghostbusters, again!

Ci sono film che vanno visti perché si capisce che diventeranno un tormentone; ci sono film che vanno rivisti perché non si è potuto andare a vederli al cinema all’epoca, causa età precoce, e che sul grande schermo fanno sempre la loro porca figura.

Ghostbusters è uno di quei film: probabilmente non un capolavoro assoluto del grande schermo, ma sicuramente un film che segnato l’immaginario collettivo per molto tempo. Prova ne è che la piccola sala della Big City in cui ho rivisto all’azione un Bill Murray incredibilmente giovane ed ammiccante, era piena zeppa di trentenni che, come me, voleva vivere il brivido di vedere gli Acchiappafantasmi in azione, comodamente seduti su una soffice poltrona.

Un ottimo aperitivo post lavoro!

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A volte il lunedì può non deludere

Questo piovoso lunedì potrebbe regalare qualche piccola soddisfazione.

Il libro che ho per le mani si sta rivelando veramente incredibile, proprio perché mi sta svelando un mondo totalmente sconosciuto e impensabile: Open, la straordinaria autobiografia del più grande campione di tennis di sempre, Andre Agassi, va letto anche se non si è patiti di questo sport, perché racconta una storia personale pazzesca. Se poi aggiungiamo il fatto che in questo libro c’è anche la mano di J.R Moehringe, il più bravo scrittore americano di questi tempi, è una garanzia!

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Questa sera su Iris andrà in onda “Onora il padre e la madre” con Philip Seymour Hoffman, per ricordare lo straordinario attore recentemente scomparso a causa di un’overdose. Ho buttato un occhio a qualche recensione e pare che ne valga la pena.

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Cinelandia

Questo weekend è stato molto tranquillo; siamo tutti piuttosto provati in questo periodo, tra preparativi per le festività e impegni vari. Se penso alla prossima settimana mi sento già un pò stanca, ma felice. A parte Natale e Santo Stefano in cui so già per certo che mi aspetta (il 25 starò con la mia famiglia, mentre il 26 lo passerò con gli amici), gli altri giorni della settimana sarò impegnata per cene di auguri e robe simili. Credo che poi tra Natale e Capodanno dovrò passare le mattinate in piscina per non diventare come Moby Dick 😛
Ecco perchè ieri ci siamo dedicati a questo film: una cosa leggera ma ben congeniata, con molti momenti comici, un ritmo sostenuto e qualche sano colpo di scena. La storia riprende da dove era finita nel primo capitolo: Watson si sta per sposare, mentre Holmes inizia ad abituarsi a lavorare senza di lui. Tuttavia un grande nemico di Holmes sta portando avanti i suoi loschi piani; il detective ha così bisogno per un ultima volta del suo inseparabile amico, per poter scongiurare una guerra mondiale. Con l’insolito aiuto di un’affascinante gitana, i due iniziano le loro indagini, che saranno ricche di imprevisti, illuminazioni, combattimenti e misteri.
Un buon film per passare una serata di svago, senza troppo impegno.

Inaspettatamente

Prima di tutto vi vorrei ringraziare: per le belle parole e per l’interessamento che avete avuto nei miei confronti in questi giorni. Sono rimasta molto colpita: anche se non ci conosciamo direttamente, mi sono resa conto che questo mio piccolo spazio virtuale ha preso decisamente piede e che ci sono molte persone che mi seguono con affetto e interesse. Grazie mille davvero!
Solitamente la domenica non posto, mi limito a leggere i vostri di pensieri; ma non posso lasciarvi a bocca asciutta, quindi mi sembra d’obbligo raccontarvi la serata di ieri. Il film (Breaking dawn) non mi è piaciuto per niente, però abbiamo sparato talmente tante cagate (contagiando per altro anche quelli dietro di noi, che ridevano come e forse più di noi! Pupottina ti chiedo perdono!) che ci siamo divertiti lo stesso. La migliore è stata ribattezzare la figlia di Edward e Bella (che nel film si chiama Renesme) col nome molto più congeniale di Reumatismo.
Per quanto riguarda i Brangelina dei poveri, non sono stati assolutamente un problema: ci siamo limitati ad ignorarci reciprocamente. Però alcune considerazioni sono d’obbligo:

1- Continuo a non capire il motivo per cui lui (mio ex migliore amico, che è arrivato a dire al nostro amico D. che io sono una persona indispensabile e fidatissima, e tutto quello che dico per lui è oro colato) non mi parla più insieme. Alla loro coppia questo non toglierebbe niente: visto il contesto, ovvero che loro vivono insieme e noi non ci vediamo e sentiamo più, non credo che quei 10 minuti cagati di conversazione superficiale possa ledere in qualche modo il loro equilibrio di coppia. Nel caso lo facesse, bisognerebbe farsi tante ma tante domande.
2- Ad un certo punto, ovvero finiti gli spunti del film che potevano essere motivo di risata generale, non sapevano più bene che dire. Dopo il cinema, siamo andati a bere qualcosa, e il loro contributo alla conversazione è stata pressochè nullo, se non qualche breve sprazzo. Oltretutto dopo neanche un’ora se ne sono andati, non salutandomi ovviamente.
3- Non mi sembrano il ritratto della coppia felice e perfetta. Da quello che dicono i miei amici, si scrivono su Fb e non delle cose d’amore eterno pazzesche che ti fanno aspettare un tipo di atteggiamento diverso. Invece sembrano molto fratello e sorella. Inoltre fanno una vita da reclusi che onestamente mi fa abbastanza tristezzza, soprattutto alla nostra età. Lei se n’è uscita dicendo che era il primo sabato di vita sociale che faceva. Ora io mi chiedo: vivete nel paese in cui lui è nato e cresciuto, e là non avete nessuno con cui uscire in generale o quando lei il sabato lavora? D. poi ha posto un quesito intelligente: quando lei lavora tu, L., che fai? E L. ha tranquillamente risposto che sta a casa a guardarsi un film, o a giocare al computer, ma che certamente non esce. E giustamente D ci è rimasto male perchè penso che abbia pensato che potrebbe venire a fare un salto i sabati che lei lavora o che comunque potrebbe andarsi a bere una birra con un amico. Quanta tristezza: se ha 28 fai già la vita della coppia sposata da anni e che va avanti per abitudine e routine, senza amici e senza occasioni di svago, ma a 40 che fai? Oltretutto è palese che non era il primo sabato che lei era libera dal lavoro, e guarda caso non sono mai venuti giù. Quindi è palese che continua la linea stiamo nella Torre d’avorio che se no cadiamo di sicuro.
4- D. è convinto sempre di più che una situazione del genere sia intollerabile; io invece continuo a dirgli che la deve smettere di farsi illusioni: le cose sono e rimangono così almeno per il momento. Purtroppo quando instauri determinate dinamiche all’interno di una coppia tornare indietro è difficilissimo. Quando arrivi a dire che vuoi tornare indietro, la coppia scoppia, perchè ovviamente non puoi pensare che una persona possa capire il perchè di una tua esigenza, se prima ti sei piegato alla volontà altrui pur di non stare da solo.
5- Per L non provo più niente: stima, affetto, comprensione, amicizia sono tutte sparite. Provo solo tanta indifferenza per una persona che mi ha deluso molto e tanta tristezza per un qualcuno a cui ho voluto molto bene con tutto il cuore, che ha scelto di non vivere pur di stare con una persona.

Morale della favola: io trovo tutto veramente triste e penoso e rimango assolutamente convinta che la situazione non cambierà mai. Onestamente mi manca da matti il mio amico, ma non la persona che mi sono trovata di fronte ieri sera. E forse per il tipo di carattere che ho io, la consapevolezza di dover stare a guardare il corso degli eventi, senza poter risolvere in qualche modo la situazione, non mi piace. A me piace agire, chiarire, risolvere. Ma in questa situazione so di non poter far nulla, perchè la palla sta a lui e, a quanto pare, a lui la situazione va bene così.
E voi che ne pensate?