Un angolo di paradiso nella Big City

    

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Don Camillo è uno di famiglia

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Quest’immagine fa parte di uno dei ricordi più belli della mia infanzia: i film di Don Camillo e Peppone.

Mio papà è un grandissimo estimatore delle avventure del prete reazionario e del sindaco comunista di Brescello e, ancora quando c’erano le videocassette, li registrava tutti e poi ce li riguardavamo insieme, fino a sapere le battute a memoria.

Oggi purtroppo quelle cassette non ci sono più, e sto puntando a prendere i DVD, ma ogni volta che in tv c’è Don Camillo, io e papà ci mettiamo seduti sul divano per salutare con il solito entusiasmo il nostro vecchio amico di famiglia.

Tutto bene ma…

E anche quest’anno Natale è già finito, purtroppo! Sono stati giorni bellissimi, anche se ieri sera si è verificato un piccolo episodio che ha macchiato la mia felicità. Andiamo però con ordine; vi racconto un pò le mie feste e intanto metto anche un paio di foto dei regali ricevuti 😛
Il 21 la festa in ufficio è andata molto bene; il resto della squadra mi piace molto, sono ragazzi simpatici e in gamba. Spero di fare grandi cose insieme. Anche il 23 è andato bene: all’inizio ero un pò intimidita dalla situazione, nel senso che alla fine anche le tre persone che già conoscevo un pò non sono amicizie di anni e soprattutto non conoscevo nessuno degli altri invitati. Tuttavia, dopo aver rotto il ghiaccio, è stata una serata piacevole, dove ho conosciuto tante persone interessanti. Inoltre sempre quella sera, una delle tre ragazze che conosco un pò meglio mi ha invitato alla sua festa di compleanno (che sarà stasera). Voglio pensare che sia una sorta di legge di compensazione: dopo aver perso un’amicizia importante, e dopo essere stata malissimo, il karma ha deciso di premiarmi, facendomi incontrare un sacco di persone nuove. Dentro di me sento che è una cosa positiva, ma allo stesso tempo non voglio mettere la mano sul fuoco per nessuno; mi sembra ancora troppo presto.
Natale è stato meraviglioso: pranzo dalla nonna con tutta una serie di cose buonissime, pomeriggio dagli zii col resto dei parenti a giocare a tombola e altro, la sera di nuovo dalla nonna. Tanti regali bellissimi e molto amore. Direi tutto perfetto.
Il 26 invece è stato dedicato al pranzo con gli amici: anche qui è andato tutto alla grande, cibo ottimo, tante allegre risate, un pomeriggio di giochi, e poi per concludere classica serata al cinema 😛

Fin qui tutto bene: ecco però che arriva il “ma” di questo post: al pomeriggio c’era anche la mia amica E (che per capirci non è la solita E, quindi per comodità forse è meglio che la chiamo E2) che ora vive ad Aosta col fidanzato. E2 mi aveva più volte detto che si sentiva tagliata fuori dal gruppo, che ci facciamo sentire in pochi con lei ecc ecc; quindi ieri voleva cercare di farla sentire ben accolta. Tutti ci siamo comportati bene credo; vero è anche che abbiamo parlato poco, perchè qualche minuto dopo che sono arrivati E2 e il fidanzato, ci siamo messi a giocare a Trivial, ed io e lei eravamo a due lati opposti del tavolo, in due squadre diverse. Insomma tutto sembrava andare bene, ma, dopo essersene andati, E2 mi scrive un messaggio dicendomi che ci era rimasta male della freddezza e del distacco che aveva sentito da parte mia e del fatto che l’avevo fatta sentire esclusa dal gruppo. Io ci sono rimasta parecchio male; sia perchè non credo di essermi comportata male e sia perchè ero contenta di vederla, ma se sta sempre appiccicata al suo fidanzato come una cozza è ovvio che più di tanto non può interagire con nessuno…

Infine ultima nota dolente: si avvicina Capodanno ed io non ho per niente voglia di festeggiarlo con L e la sua allegra dolce metà. Razionalmente so tutta una serie di cose: tanto per iniziare lei lavora al mattino e quindi tra una cosa e l’altra arriveranno su nel pomeriggio, quando saremo nel pieno dei preparativi per la cena; ho avuto più volte la dimostrazione che i miei amici non cambiano atteggiamento con me quando ci sono loro. Quindi diciamo che ci sono tutta una serie di presupposti per passare comunque un Capodanno sereno. Ora però avrei una domanda: chi di voi, sapendo di dover passare la serata con quello che una volta era il tuo migliore amico, che adoravi e che ritenevi un pilastro della tua vita, e che ora non ti parla più insieme perchè la sua fidanzata non vuole, sarebbe bello, tranquillo e sereno?

Il karma mi odia…

Alla fine della fiera (espressione credo tipica piemontese, perchè i “non” piemontesi quando la dico mi guardano come se venissi da Marte. Ma confido nel vostro intuito fino da buoni lettori :p) in piscina non sono riuscita ancora ad andarci! Ieri non ho sentito la sveglia; ero in coma profondo! Capita anche nelle migliori famiglie! Non mi perdo d’animo e penso, perfetto ci vado domani (oggi). In più l’allerta meteo era passato, il Po era passato senza far danni; insomma c’erano tutti i presupposti per un ottimo martedì. E invece no…
Stamattina mi sveglio presto per andare a fare la tanto sospirata nuotata, e la piscina me la ritrovo davanti a casa…qualche tombino saltato ha allagato mezza via. E in più ha ricominciato a diluviare in una maniera che mi sembra sia arrivato il monsone. Se vedo uno col turbante mi sa che non è una cosa strana! E per chiudere in bellezza, papà mi ha appena telefonato che forse stavolta vogliono chiudere il ponte sul Po…E così sto in pena per lui, che lavora in una fabbrica al di là del fiume, in piena pianura e non tanto lontano dal fiume stesso; e sto in pena pure per D. e per altri cari amici, che abitano in un paese a rischio!
Karma tu mi odi, lo so. Ma io di più!!!

I camerieri a volte si rivelano pericolosi

Ieri è andato tutto come previsto; la mamma non ha sospettato niente fino alla fine. La mossa più azzeccata è stata quella di non farle cambiare nessuna delle sue abitudini domenicali: giretto nel pomeriggio e poi ritrovo a casa di amici. E poi la sera, invece della solita pizza, ci siamo tutti agghindati per andare a mangiare fuori.
La sua faccia è stata impagabile, quando ha aperto la porta ed ha visto tutti i suoi amici li per festeggiare i suoi splendidi 50 anni. Si lo so che in teoria l’età di una signora non si dovrebbe dire, ma quando li si porta come lei è un complimento. Tanti bei regali ma sopratutto tanta soddisfazione e felicità.
Piccola nota interessante: ieri ho notato che io, mia mamma e mia nonna, siamo in perfetto ordine numerico (25, 50, 75).
Piccola nota negativa: dopo tutta la fatica di tenere il meeting segreto, arriviamo al ristorante e il cameriere, un pò rinco, ci domanda beatamente “Ah siete qui per la festa? Prego da questa parte!” DOH!