Cedere inevitabilmente alla tecnologia che avanza

Ebbene si… Io, strenuo e stoico difensore del libro cartaceo, Io, purista della carta e sniffatrice seriale di libri nuovi, ho ceduto. Sono caduta inesorabilmente nel gorgo dell’ebook per colpa di questo gingillo.

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Il tutto nasce da un banale problema logistico che si è iniziato a porre quando i libri tra i miei scaffali hanno cominciato ad assumere strane posizioni in equilibrio precario. Dopo aver preso coscienza di dover in qualche modo risolvere la situazione, è iniziata a balenarmi in testa l’idea del Kindle, ma con una certa qual repulsione. Infine, mi sono un po’ convinta, spinta da amici e colleghi già in possesso dell’oggetto incriminato.

Babbo Natale ha così risolto il dilemma e mi ha fatto trovare il gingillo sotto l’albero. Dopo averlo aperto con una certa prudenza, tutti i miei dubbi si sono dissipati in pochissimi minuti. Il Kindle è veramente un dispositivo fantastico: comodo, maneggevole, risolutivo.

Continuo a sostenere che il fascino del libro cartaceo sia imbattibile e fuori discussione; tuttavia, non posso negare di essere veramente entusiasta di questo regalo. Diciamo che da ora in poi, sarò una consumatrice selettiva di carta.

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A volte il lunedì può non deludere

Questo piovoso lunedì potrebbe regalare qualche piccola soddisfazione.

Il libro che ho per le mani si sta rivelando veramente incredibile, proprio perché mi sta svelando un mondo totalmente sconosciuto e impensabile: Open, la straordinaria autobiografia del più grande campione di tennis di sempre, Andre Agassi, va letto anche se non si è patiti di questo sport, perché racconta una storia personale pazzesca. Se poi aggiungiamo il fatto che in questo libro c’è anche la mano di J.R Moehringe, il più bravo scrittore americano di questi tempi, è una garanzia!

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Questa sera su Iris andrà in onda “Onora il padre e la madre” con Philip Seymour Hoffman, per ricordare lo straordinario attore recentemente scomparso a causa di un’overdose. Ho buttato un occhio a qualche recensione e pare che ne valga la pena.

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Non solo cultura

Prima di tutto grazie per i tanti commenti del post precedente. Questa volta non ho risposto a tutti, perchè l’influenza mi ha un pò steso. A mente fredda direi che la situazione è completamente rientrata nei ranghi e in fondo in fondo non vedere i Brangelina non è stato poi così male! Anche se devo dire che la mia amica E mi dà sempre un pò da pensare. E’ vero che non sono sul letto di morte, ma non nego che mi ha fatto piacere che ieri i ragazzi mi hanno chiesto come stavo e se mi ero ripresa. L’unica che non mi ha scritto è stata lei; so che non è una cosa gravissima in fondo, perchè la sua freddezza “telematica” sparisce nella realtà, però onestamente mi ha fatto un pò dispiacere. Credo proprio che inizierò ad essere anche io un filo più distaccata. Lo so che non lo fa apposta, o per cattiveria o perchè ha qualcosa con me. Ormai la conosco e so che quando fa così è perchè sta attraversando lei un periodo difficile. Però sinceramente inizio un pò a stancarmi di queste sue “assenze”. Più volte le ho chiesto se c’era qualcosa che non andava e mi sono sempre sentita rispondere di no. E ci credo, so che è così; però insomma ogni tanto qualche piccola conferma in più non mi farebbe così schifo.

Anche se ho l’influenza, non riesco a stare ferma e tranquilla. Infatti ho finito “Il fiume dell’oppio”. E’ la seconda parte di una trilogia; e già la prima parte, “Mare di papaveri”, mi aveva preso davvero tanto. Ghosh scrive in maniera sublime, e riesce a rendere perfettamente la ricchezza, la particolarità di quella parte del mondo durante gli anni della guerra dell’oppio. Non voglio anticipare troppo, soprattutto perchè sarebbe impossibile, visto la quantità di personaggi e di vicende che sono presenti nel libro. Se vi piacciono i romanzi storici, insaporiti da vicende personali alquanto avvincenti, questo è sicuramente il libro che fa per voi.

Ora per “sgrassare” mi sono data ad una lettura più leggera. Con Agatha vado sempre sul sicuro; sono proprio curiosa di sapere che cosa combinerà questa volta l’arzilla Miss Marple.

P.S: Alla fine ho scritto io alla mia amica, visto che sabato non ci siamo viste. E lei tutta contenta di sentirmi, alla fine mi ha chiesto come stavo, se la febbre mi era passata ecc ecc. Eh…quanta pazienza ci vuole con gli amici in alcuni frangenti!

Coelho docet

Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.

Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine. Concludere un ciclo, chiudere un uscio, terminare un capitolo: non importa come lo si definisca, ciò che conta è lasciare nel passato quei momenti di vita che sono finiti.
Gli uomini sono artefici del proprio destino: possono commettere sempre gli stesi errori, possono fuggire costantemente da ciò che desiderano, e che magari la vita gli offre in modo generoso; oppurepossono abbandonarsi al destino e lottare per i propri sogni accettando il fatto che si presentano sempre nel momento giusto.

Bello ma…

Ieri sera si è conclusa una delle serie televisive che ho seguito ultimamente con grande attenzione; sapevo già che sarei andata sul sicuro, perchè già il libro mi era piaciuto tantissimo. I pilastri della terra è stato un gran successo: attori molto bravi, una scelta intelligente di fare solo quattro puntate e quindi di non perdersi nei meandri di una storia effettivamente molto complicata, delicatezza e magia. Ecco gli ingredienti che hanno reso questa serie tv un prodotto godibile anche per chi, come me, ha amato moltissimo il libro, e quindi inevitabilmente aveva delle aspettative decisamente alte. C’è solo una piccola crepa: penso che alcuni personaggi siano delineati con pù precisione nel libro. Sicuramente questo è da imputare al fatto che si sono dovute tralasciare delle cose per non dilungare troppo la serie; ma alcuni tratti fondamentali, anche di personaggi portanti come il priore Philip o Jack, nel libro trovano più spazio. Nel libro i protagonisti sono più complessi, con un carattere più spiccato, e si riesce a capire con maggiore chiarezza la loro indole e natura. Detto questo il mio voto è decisamente alto: un bel 9.

 E’ veramente difficile cercare di riassumere la trama di un libro così complesso e ricco di sfaccettature come questo. Ci provo e vediamo che cosa ne esce fuori: la vicenda ruota intorno alla costruzione della cattedrale di Kingsbridg. L’Inghilterra è in preda all’anarchia politica: il re muore senza lasciare eredi: Guglielmo, figlio del re, è annegato durante un naufragio, così sono Matilde, figlia del re, e Stefano, il nipote, a contendersi il trono. Tom è un costruttore, un uomo del popolo che sogna di costruire una grande cattedrale: l’occasione gli si presenta quando va a fuoco la vecchia cattedrale di Kingsbridge e il neo priore, Philip, decide di assumerlo per ideare la nuova cattedrale. Il costruttore, dopo la morte della moglie, incontrerà Ellen, condannata per stregoneria e vivere nascosta, e di suo figlio Jack, scultore di enorme talento e con un grande potenziale come costruttore. Tom ha già due figli: Martha e Alfred. Quest’ultimo diventa subito geloso di Jack, sia perchè il ragazzo riscuote le simpatie del padre, sia perchè innamorato, ricambiato, di Aliena, la figlia del deposto conte di Shiring. Aliena è una ragazza molto determinata, che, dopo l’esecuzione del padre, sostenitore della principessa Matilde, giura di riprendersi il loro castello, Shiring, e di far si che il fratello Richard sia di nuovo conte. I due fratelli dovranno però scontrarsi con la brama di potere degli Hamleigh, che da sempre mirano al titolo di conti di Shiring, e del vescovo Waleran,  che faranno di tutto per impedire non solo il compimento del piano di Aliena, ma anche la costruzione della cattedrale.

Ovviamente ho tralasciato molte cose: bisogna sempre lasciare un pò di mistero sulla trama di un libro 😛
E voi di solito che cosa preferite? I libri o le serie/film che vengono tratti da questi ultimi?

Non è indifferenza

In queste ultime settimane sono successe una serie di cose che non ci hanno lasciato indifferenti. Solo per citarne alcune: la morte di Marco Simoncelli e l’alluvione nello Spezzino e in Lunigiana. Senza contare la grave situazione economica a livello mondiale, in cui c’è veramente ben poco da stare allegri.
Nel mio mondo virtuale personale non c’è stato spazio per queste notizie, ed è stata una scelta consapevole e ponderata. Penso che ci sia già abbastanza da preoccuparsi nella vita reale, e che quindi sia giusto che questo blog venga dedicato a delle cose più allegre, leggere, che possano distrarre me e chi mi legge per qualche minuto dai nostri piccoli e grandi problemi quotidiani. Non significa essere indiffenti, frivoli o poco attenti a quello che ci circonda; mi ritengo molto consapevole delle brutture del nostro mondo e proprio per piacere personale, ci tengo e mi piace informarmi. Leggo molto, e quotidianamente guardo tre telegiorni e butto sempre un occhio ad un paio di quotidiani. Però qui vorrei essere un pò spensierata, prendermi una pausa da ciò che ci assilla, spegnere il cervello per qualche minuto prima di rimettermi sui libri. Ecco perchè non parlo di alcune cose. Che poi non sono  mai per le generalizzazioni; magari domani mattina leggo una notizia sul giornale che mi colpisce e decido comunque di scrivere qui due righe. Massima e assoluta libertà. Ci tenevo a precisare il perchè del mio silenzio su alcuni temi, perchè non vorrei che si avesse un’idea sbagliata di me. Tutto qui.

Chiusa la pagina seria, questa mattina trovo una mail che mi riempie di gioia: finalmente esce il sequel del libro “Mare di papaveri” di Amitav Ghosh. Una storia intensa, ricca di particolari e di pathos, sulla nascita dell’India moderna. Il tutto condito dagli elementi classici del romanzo. L’autore presenta il nuovo libro, che si intitolerà “Il fiume dell’oppio” a Roma il 9 novembre. Mi piacerebbe proprio poter andarci, ma purtroppo dovrò disertare perchè il piatto piange! Arriverà mai il momento in cui potrò avere due soldi miei da poter gestire e “investire” nelle cose che mi piacciono? Lasciando ai posteri l’ardua sentenza, è meglio che me ne torno nel Wonderland, continuando a postulare tesi su un libro meraviglioso e pieno di misteri. Magari un giorno farò un post su Lewis Carroll, perchè nel preparare la tesi, sto scoprendo delle cose veramente interessanti!

Infine un’altra idea per il possibile Tim Burton Party, che sta prendendo decisamente piede per una possibile festa di Carnevale 😛