Vergogna, immensa vergogna

Mai come adesso ho provato un desiderio così intenso di urlare: urlare a squarciagola, urlare di rabbia, urlare di dolore.

Sono così indignata di vivere in un paese in cui la parola Giustizia è così ampiamente abusata, ma raramente applicata nel concreto. Sono così delusa da uno Stato che ancora una volta ha tradito i suoi cittadini migliori, gli onesti, quelli che sono morti di lavoro. Come si può definire civile uno Stato che permette che i propri cittadini muoiano di lavoro? Come possono dormire coloro che hanno provocato così tanta sofferenza, così dolore, così tanti morti.

Si, perché è a loro che penso nonostante la mia rabbia: ai morti di amianto, a quelli che sono già morti. Ai miei morti. Ma anche a quelli che verranno: perché ce ne saranno ancora, troppi.

Se chi è stato prosciolto perché il reato è prescritto si sente davvero così innocente, perché non viene a guardarci in faccia e a dirci perché si sente così pulito. Provi a dirlo ad un malato di mesotelioma che si sente innocente: rimarrebbe profondamente colpito che dall’immenso senso di vergogna che comparirebbe in lui insieme ad un unico ed urgente desiderio: scomparire

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Do they know it’s Christmas time at all!

Ho sempre considerato il Natale come il periodo più bello dell’anno: ha un sapore così magico e unico.

Ieri per il primo anno ho preso parte ad una stupenda tradizione: una mia cara amica invita per l’Immacolata i suoi amici più stretti per fare l’albero di Natale insieme.

È stata una giornata perfetta, in cui c’era un calore veramente unico e speciale.

Visto il periodo lavorativo non proprio felice e le tante incertezze per il futuro, ieri ho capito che nonostante tutto non solo sono una persona fortunata, che determinate scelte inizialmente dolorose si sono rivelate giuste, e soprattutto che questa vita qui non la cambierei con niente di diverso, perché è già unica e speciale così!

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Prendi l’arte e mettila da parte

Ieri finalmente la mia ridente cittadina ha ospitato qualche evento artistico interessante! Ecco perché bisogna assolutamente segnarlo: più o meno contemporaneamente si sono tenute la presentazione del nuovo fumetto “Davvero” (per saperne di più vi rimando qui) e la mostra dell’artista casalese Max Ferrigno, che trovo faccia dei quadri veramente molto interessanti e originali.

Ovviamente manco a dirlo, la mia preferita è decisamente questa

P.S: per concludere in bellezza altra serata epica. Essere riuscita a crearmi una nuova dimensione è una delle più grosse soddisfazioni dell’ultimo anno!

Saviano e la dignità dei Casalesi

Ieri sera il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, Quello che (non) ho, ha dedicato una lunga parentesi alla vicenda dell’Eternit, che coinvolge la mia città e me in prima persona. Il monologo è stato molto lungo, intenso, preciso e la signora Romana Blasotti Pavesi, presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime, ha letto la definizione di “Polvere”.

Sono stata davvero felice che il programma si sia occupato di questa parentesi così dolorosa per noi casalesi; ora tutti sanno che cosa è successo e sta ancora succedendo a Casale Monferrato. Tuttavia una delle cose che ho più apprezzato di questo monologo è il barlume di speranza che racchiudeva, quella luce in fondo al tunnel, quella speranza che è necessaria per poter andare avanti e continuare la nostra vita con dignità, gioia e serenità, pur rimanendo ben consapevoli di quanto siamo a rischio. Non mi sono mai sentita così fiera di appartenere a questa comunità che non si è piegata a niente,  pur di arrivare al riconoscimento degli omicidi che sono stati consapevolmente commessi dai proprietari della fabbrica. Una comunità che è andata fino in fondo per ottenere quella giustizia che si meritava.

“Io sono convinto che i Casalesi non si siano seduti”. No, caro Roberto; non solo non si sono seduti, ma si sono rialziati!

Sempre più sorpresa

Come ho già detto in qualche post precedente, non ho mai creduto molto alla frase chiusa una porta si apre un portone. Forse perchè una volta chiuse determinate porte, non mi mettevo nel giusto atteggiamento per far aprire il famoso portone. Dopo questo periodo pazzesco, credo invece che ne farò una filosofia di vita!
La casa editrice mi ha finalmente chiamato: mi ha mandato il contratto ed abbiamo parlato di soldi 🙂 Uno stupendo regalo di Natale visti i tempi che corrono! Così pure la storia dello stage della biblioteca sta andando avanti; il 27 mi vedo con il responsabile per fare due parole e prendere accordi.
Ieri sera la festa di Natale dell’ufficio è andata alla grande: ho conosciuto il resto della squadra e una cara amica della ragazza che mi ha reclutato, mi ha invitato per il 23 a casa sua, alla sua tradizionale festa di Natale. Ci saranno 70 persone presenti all’appello. Sono veramente senza parole, sia del fatto che abbia colpito così tanto queste ragazze (perchè da come raccontava la ragazza che mi ha reclutato, essere invitati a questa festa è un messaggio di chiara e palese simpatia e la voglia di iniziare un’amicizia), sia del fatto che dopo la brutta batosta di L, la vita è tornata a sorridermi così velocemente. Non posso negare che in questi giorni ho pensato spesso a lui, perchè non voglio essere ipocrita: per quanto sono andata avanti, comunque è come se mi mancasse un braccio e credo che sia normale quando perdi una persona che per te era un punto di riferimento indispensabile. Perciò l’idea che questo è il primo Natale senza di lui, un pò mi fa male e non mi vergogno ad ammetterlo. Tuttavia queste fantastiche novità rendono il tutto meno amaro, e illuminano la mia strada di una nuova e smagliante positività!

Cinelandia

Questo weekend è stato molto tranquillo; siamo tutti piuttosto provati in questo periodo, tra preparativi per le festività e impegni vari. Se penso alla prossima settimana mi sento già un pò stanca, ma felice. A parte Natale e Santo Stefano in cui so già per certo che mi aspetta (il 25 starò con la mia famiglia, mentre il 26 lo passerò con gli amici), gli altri giorni della settimana sarò impegnata per cene di auguri e robe simili. Credo che poi tra Natale e Capodanno dovrò passare le mattinate in piscina per non diventare come Moby Dick 😛
Ecco perchè ieri ci siamo dedicati a questo film: una cosa leggera ma ben congeniata, con molti momenti comici, un ritmo sostenuto e qualche sano colpo di scena. La storia riprende da dove era finita nel primo capitolo: Watson si sta per sposare, mentre Holmes inizia ad abituarsi a lavorare senza di lui. Tuttavia un grande nemico di Holmes sta portando avanti i suoi loschi piani; il detective ha così bisogno per un ultima volta del suo inseparabile amico, per poter scongiurare una guerra mondiale. Con l’insolito aiuto di un’affascinante gitana, i due iniziano le loro indagini, che saranno ricche di imprevisti, illuminazioni, combattimenti e misteri.
Un buon film per passare una serata di svago, senza troppo impegno.