Questione di radici

Nei giorni scorsi ho avuto modo di riflettere sul concetto di appartenenza. Più si passa del tempo in un determinato posto, più si tende a mettere radici. È un processo inconsapevole, ma inevitabile. Si iniziano ad amare i luoghi, i colori, i rumori. Tutto diventa familiare, necessario indispensabile. Ti si scalda quasi il cuore, sentendo che la parola “casa” inizia ad avere una forma. Ovviamente, come in tutti i grandi amori, deve scattare quella scintilla che rende tutto magico e speciale: la luce del tramonto che si riflette sui Navigli, il dolce suono delle risate nei vicoli di Brera, la maestosità del Duomo sotto le stelle, il fruscio delle foglie degli alberi sul viale dietro casa.

E anche se tutto non è perfetto, Milano sei decisamente meravigliosa 

  

Annunci

Il blocco dello scrittore non esiste 

Fino a qualche settimana fa, pensavo di soffrire del famigerato blocco dello scrittore; la sindrome del foglio bianco sembrava essersi impossessata dei miei pensieri, una vera e propria paralisi di parole e concetti che vagavano senza sosta e senza trovare il loro naturale sfogo. 

Qualche giorno fa, arriva un’epifania, violenta, lampante, drammatica: il blocco dello scrittore non esiste. Non ho smesso di pensare, di emozionarmi, di sentire, di incuriosirmi, di appassionarmi: sono stata sopraffatta. Dal lavoro, dalla stanchezza, dalla vita.

Scrivere è una lotta contro tutto ciò che distoglie dalla bellezza delle parole, dalla necessità di dare forma e corpo ai pensieri. Scrivere è una lunga serie di piccole battaglie quotidiane. Anche questa volta, almeno per ora, ho vinto la mia. 

  

Nuovi orizzonti

Dopo svariati anni di trasferimenti, università e studio matto e disperatissimo, finalmente sono riuscita a ritagliarmi uno spazio che mancava da troppo nella mia vita, e che ritengo assolutamente necessario: il tempo per la musica.

Grande passione fin da sempre, il mio desiderio di imparare a suonare uno strumento si è fatto largo negli ultimi anni di liceo. Tuttavia, causa trasferimenti frequenti, viaggi di studio importanti, università e in particolare la mancanza di una mia indipendenza economica, ho dovuto accantonare questo desiderio per molto tempo.

Dopo aver trovato finalmente lavoro per un periodo abbastanza lungo (di questi tempi un contratto di un anno è sicuramente una benedizione), la prima decisione che ho preso è stata quella di iscrivermi ad un corso di musica.

Piccoli Jimmy Page crescono.

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/40a/33440889/files/2015/01/img_2180.jpg

Vergogna, immensa vergogna

Mai come adesso ho provato un desiderio così intenso di urlare: urlare a squarciagola, urlare di rabbia, urlare di dolore.

Sono così indignata di vivere in un paese in cui la parola Giustizia è così ampiamente abusata, ma raramente applicata nel concreto. Sono così delusa da uno Stato che ancora una volta ha tradito i suoi cittadini migliori, gli onesti, quelli che sono morti di lavoro. Come si può definire civile uno Stato che permette che i propri cittadini muoiano di lavoro? Come possono dormire coloro che hanno provocato così tanta sofferenza, così dolore, così tanti morti.

Si, perché è a loro che penso nonostante la mia rabbia: ai morti di amianto, a quelli che sono già morti. Ai miei morti. Ma anche a quelli che verranno: perché ce ne saranno ancora, troppi.

Se chi è stato prosciolto perché il reato è prescritto si sente davvero così innocente, perché non viene a guardarci in faccia e a dirci perché si sente così pulito. Provi a dirlo ad un malato di mesotelioma che si sente innocente: rimarrebbe profondamente colpito che dall’immenso senso di vergogna che comparirebbe in lui insieme ad un unico ed urgente desiderio: scomparire

IMG_2171.JPG

Pechino Express: alla ricerca della Eva perduta

Amo Pechino Express e anche se sono usciti i miei preferiti (ovvero La Pina e Emiliano) continuo a seguirlo con passione, soprattutto per gli splendidi paesaggi che si riescono ad ammirare.

Idolo ed eroina di questa edizione è Eva Grimaldi, la cougar più ingrifata e ubriaca del piccolo schermo. Le sue perle di saggezza riempiono i grigi lunedì nella Big City!

Grazie di esistere Eva!

IMG_1316.JPG