Novità e riflessioni a caso

Finalmente la mia partita Iva esiste: è una stranissima sensazione quella di pensare di poter costruire il proprio futuro da soli, con le proprie mani, la passione e la voglia di arrivare. Il primo lavoro per l’ufficio stampa è stato confermato qualche giorno fa: ci sarà molto da fare, anche in vista del fatto che i nostri “capi” non hanno molto le idee chiare su chi vogliono essere da grandi. Dal basso della mia esperienza, ho imparato che alla gente non devi spiegare chissà quali pensieri filosofici, ma devi raccontare le tue idee con parole semplici, dirette e concrete; solo così si hanno delle possibilità di essere ascolta. Saviano non usa dei paroloni, ma tutti lo ascoltano rapiti quando racconta di camorra, di denaro sporco, spazzatura e politica; Obama ha vinto la sua campagna fondandola su uno slogan di tre parole (Yes, we can) e su un concetto molto semplice, quello di “Change”; linea di pensiero che continua, visto che la prossima campagna è di nuovo basata su una parola molto concreta: Forward (Avanti). La traduzione procede e sono stata molto fortunata come primo lavoro: è un libro davvero interessante. Soprattutto sono molto sorpresa di quanto rispecchia le mie impressioni generali su Vienna e i Viennesi; effettivamente se l’avessi letto prima di partire per l’Erasmus, credo che avrei scelto un’altra meta (senza offesa per nessuno!)

Questa settimana sui giornali c’è una notizia che mi ha molto incuriosito: una vecchietta dall’udito fine ha intentato causa contro l’oratorio del paese, che ha il campetto di calcio molto vicino alla sua casa. Morale della favola: i giudici le hanno dato ragione e il prete deve provvedere a fare dei lavoro per oltre 40.000 euro, oppure è costretto a chiudere bottega. Ma per una volta che c’è un qualcosa che funziona, non si potrebbe essere un pochino più tolleranti?

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E mi piace immaginarmi un pò così

Il problema del tradurre è in realtà il problema stesso dello scrivere e il traduttore ne sta al centro, forse ancor più dell’autore. A lui si chiede di essere insieme, e a freddo, Napoleone e il suo più infimo furiere, di avere lo sguardo d’aquila dell’uno e la maniacale pignoleria dell’altro. Gli si chiede di dominare non una lingua, ma tutto ciò che sta dietro una lingua, vale a dire un’intera cultura, un intero mondo, un intero modo di vedere il mondo. E di sapere annettere imperialisticamente questo mondo a un altro del tutto diverso, trasferendo ogni sfumatura, registro, accento, allusione, tonalità entro i nuovi confini. Gli si chiede infine di condurre a termine questa improba e tuttavia appassionata operazione senza farsi notare, senza mai salire sul podio o a cavallo. Gli si chiede di considerare suo massimo trionfo il fatto che il lettore neppure si accorga di lui. […] Il traduttore è l’ultimo, vero cavaliere errante della letteratura.”

Carlo Fruttero, Franco Lucentini, I ferri del mestiere

Non so bene da dove cominciare!

Oggi è stata una giornata incredibile e non so bene da dove cominciare a raccontare. Cerco di andare con ordine: qualche settimana fa ero stata contatta da una casa editrice per una prova di traduzione dall’inglese all’italiano per una guida turistica su Vienna. Ho fatto la traduzione dell’introduzione con grande impegno ed attenzione, riponendo tutte le mie speranze. Ho incrociato le dita e ho chiesto a Babbo Natale di ricevere un giudizio positivo, per iniziare a lavoricchiare in un campo, per cui ho speso tanto studio e fatica. Proprio qualche ora fa ho ricevuto l’esito da parte della casa editrice: sono stata presa!!!! Ho riletto la mail almeno tre volte, per essere sicura di aver capito bene 🙂 Nei prossimi giorni ci accorderemo su contratto e compenso. E’ veramente un bel regalo di Natale, soprattutto di questi tempi!
Non è finita qui: sempre qualche giorno fa, vengo contattata dal responsabile di Torino della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale. E’ un’organizzazione internazionale che si occupa di diffondere informazioni per quanto riguarda le iniziative di politica internazionale. Stanno spostando una parte della Biblioteca delle Nazioni Unite proprio in alcune ale del castello della mia Casale; così stanno cercando una stagista per allestire e catalogare questa biblioteca. Mi hanno così contattato per partecipare e sto pensando di accettare. E’ un’esperienza: non so se poi porterà ad un seguito, ma credo che di questi tempi sia un bene non chiudersi nessuna porta. Nel mentre finisco l’università e poi vediamo.
Inizio ad intravedere un futuro, piccino piccino, ma sempre di futuro si tratta!

Doveva essere un periodo di stallo e invece…

Pensavo che questo periodo di ultimi esami e tesi sarebbe stato un periodo senza grosse scosse all’interno della mia vita: invece a quanto pare il karma ha deciso di mettermi davanti una serie di possibilità inaspettate. La prima è quella della prova di traduzione, che a breve mi accingerò a fare. Quello sarebbe veramente un bellissimo trampolino di lancio per il mio futuro.
Ma ecco che del tutto all’improvviso mi sono calate dal cielo altre due possibili occasioni: il fratello di una mia amica lavora in uno studio legale di Milano e mi ha chiesto in inviargli il mio Cv, senza impegno e senza promettermi niente; ma almeno inizia a girare in quel di Milano e vediamo che succede.
La seconda è partita dalla festa potteriana di Halloween: la ragazza che ha organizzato questo evento ha un’agenzia che organizza eventi. Mi ha chiesto se voglio diventare il suo braccio destro: si tratterebbe di seguire degli eventi, presenziare a fiere, gestire siti e contatti, e poi, viste la mia conoscenza delle lingue, di fare traduzioni e di trattare con clienti stranieri. Ora fino a gennaio non si riparlerà della questione, però penso proprio che accetterò sia per iniziare a fare qualcosa e poi perchè penso che potrebbe essere l’occasione buona per crearmi una serie di contatti che mi potrebbero tornare utili in futuro.
Sono senza parole!

Perchè le sorprese non finiscono mai!

Dopo esserci scofanate un bel pò di sushi, io e la mia amica V. eravamo belle comode sul divano a chiaccherare; mi aveva già avvertito che poi sarebbe uscita col suo moroso, ma dopo la giornata di studio intenso e visto la nebbia che ricominciava a scendere inesorabile sulla Bassa, una seratina tranquilla a casa non era una prospettiva così pessima. Ad un certo punto mi arriva un messaggio da J, una ragazza che esce in compagnia con me: “Cara ti andrebbe di venire a bere qualcosa con me, C e A?”. Io accetto di buon grado e molto sorpresa. Capisco che detta così non c’è niente di strano: degli amici ti invitano ad uscire e la persona invitata, in base alla voglia e al grado di sonnolenza, decide se andare o meno. In realtà questo è un evento. Facciamo un passo indietro: J, C ed A sono amici dai tempi delle superiori: un trio solidissimo, molto unito ed anche molto chiuso. Hanno iniziato ad uscire con noi, e ci siamo sempre trovati bene, però c’erano dei momenti che riservavano solo a loro; il venerdì sera è uno di questi. Inoltre la nostra cara Brangelina era molto amica di J e C, e quindi, come ha fatto col mio amico L, tendeva a non gradire dimostrazioni di affetto e simpatia da parte mia o loro. Da quando si è tolta dai coglioni, le cose hanno preso decisamente un’altra piega: C mi chiama per andare a studiare insieme, J e C mi hanno invitato alla festa di Halloween potteriana, ed infine “l’ammissione” alla riunione privata del trio al venerdì sera.
Altro motivo per essere allegra di sabato mattina, nonostante mi sia dovuta svegliare presto: mesi fa avevo mandato diversi Cv in giro per case editrici, offrendomi come potenziale traduttrice. Qualcuno non mi ha risposto, altri invece mi hanno detto che avrebbero archiviato il mio Cv e ricontattato in caso di necessità. Stamattina trovo la mail di una di queste case editrici: mi hanno proposto una prova di traduzione dall’inglese all’italiano per un potenziale lavoro di traduzione di una guida turistica su Vienna.
Da questi due episodi, dite che la ruota ha iniziato a girare nel verso giusto?